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GustiAMO la Calabria

I prodotti enogastronomici più famosi della Costa degli Dei, imperdibili per chi intende assaporare a pieno la nostra regione

Terra e mare, pesca e agricoltura, semplicità e raffinatezza: elementi che all'apparenza potrebbero sembrare incompatibili, inconciliabili o addirittura agli antipodi. Eppure sono proprio questi gli ingredienti principali di una tra le cucine più amate del Bel paese.

La cucina calabrese rispecchia a pieno la pluralità e l'estrema molteplicità del suo territorio, composto da lunghe distese montuose e collinari racchiuse in ben 700 km di meravigliose coste, la cui bellezza è ormai riconosciuta in tutto il mondo. Tale varietà territoriale si traspone fedelmente a tavola, grazie all'essenzialità e al contempo alla sontuosità dei piatti tipici. 

Ecco un elenco di prodotti enogastronomici tradizionali  della Costa degli Dei, da assaggiare assolutamente per chi intende vivere ( e assaporare) a tutto tondo la nostra zona.

-  Cipolla Rossa

Regina indiscussa di tutti i piatti tipici dell'intera regione è la famosissima cipolla rossa IGP, esportata ormai in tutto il mondo. E' conosciuta anche come "cipolla di Tropea" perchè tipicamente della nostra zona: l'areale di produzione di questa delizia è ben delimitato e abbraccia la fascia costiera medio-alta tirrenica calabrese, interessando prevalentemente la provincia di Vibo Valentia. Il suo sapore dolce, garantito dal microclima particolarmente stabile e mite anche nel periodo invernale grazie alla presenza del mare, rende i piatti con essa guarniti inconfondibili, oltre che avere tra l'altro documentati risvolti benefici sulla salute: superalleata delle arterie, può considerarsi a tutti gli effetti un piacere per il cuore e per il palato!

 

- Peperoncino Calabrese

E' rosso anche il secondo ingrediente più illustre della regione: se si parla di piccante in Italia sovviene alla mente subito il peperoncino calabrese, un prodotto dal sapore piccante e al tempo stesso aromatico. Tale peperoncino può avere diverse denominazioni a seconda del suo colore, della sua forma e della sua consistenza: la caratteristica presente trasversalmente alle varie tipologie è la sua peculiare capacità di dare sapore senza però bruciare le papille gustative.

- 'Nduja

Omaggiata su tutto il territorio nazionale, anche la 'nduja, salame di consistenza morbida e dal gusto particolarmente piccante, è tipica delle zone dell'altopiano del Poro: la sua patria è infatti Spilinga, poco distante da Capo Vaticano. Consumata con un bel piatto di pasta, utilizzata per guarnire una pizza o una frittata, o gustata semplicemente con una fetta di pane, meglio se abbrustolito, la piccantissima 'nduja è preparata semplicemente con le parti grasse del maiale e con il peperoncino calabrese, insaccati ed affumicati. L'abbondante contenuto di peperoncino con le sue proprietà antisettiche fa si che l'originale 'nduja non abbia bisogno di conservanti.

- Fileja

Simili a fusilli della lunghezza di circa 10 cm, i fileja sono sicuramente LA pasta della Calabria: si trovano infatti ovunque nei menù delle tavole calde, dei ristorantini e delle gastronomie delle più note località turistiche della Costa degli Dei. Si tratta di una pasta lavorata esclusivamente a mano con acqua tiepida, un pizzico di sale e semola di grano duro, le cui origini provengono dalle case contadine dell'entroterra vibonese. La forma a spirale si ottiene con il "dinaculu" o "filejo", il bastoncino di sparto - una pianta delle graminacee che cresce nelle zone mediterranee- o di legno di guestra, attorno al quale vengono avvolte sottili strisce d'impasto. 

- Surici

Noto in italiano come "pesce pettine", è tipico dei mari del Sud e si caratterizza per le sue carni bianchissime e l'assenza di lische importanti. I surici, molto apprezzati dai turisti, possono essere cucinati in ogni modo, ma fritti rappresentano uno dei piatti più gustosi e tipici della cucina calabrese. 

- Pecorino

Re della zona di Monte Poro, questo formaggio grasso dal gusto peculiare per la sua media o lunga staagionatura è prodotto con latte di pecora e vacca, e può offrire un'intensità aromatica abbastanza elevata e piccante. E' sicuramente tra i prodotti più genuini della Costa degli Dei, ed è abbinato di solito a verdure di stagione e pane locale. Ottimo anche grigliato a fette, viene accompagnato spesso a un buon calice di rosso. 

- Sujaca

Noti in tutta la nostra area per le loro proprietà organolettiche, i fagioli di Caria vengono cucinati in varie salse e rigorosamente nei tipici recipienti di terracotta. Nel mese di agosto la Sujaca è celebrata a Caria nella sagra omonima ad essa dedicata, che ogni anno attira visitatori provenienti da tutta la regione ( e non solo).

 

E nel post-pranzo/cena?

In ogni Paese della Costa degli Dei che si rispetti non possono mancare due specialità che deliziano i commensali, permettendo di "chiudere in bellezza":

- Tartufo di Pizzo

Popolarissimo dessert calabrese, il tartufo è un dolce-gelato prodotto artigianalmente che da decenni rappresenta motivo di grande vanto per gli abitanti di Pizzo Calabro, cittadina nella quale la sua ricetta è nata: infatti è il primo gelato in Europa ad aver ottenuto il marchio IGP! Si tratta dunque di un gelato mantecato alla nocciola e al cioccolato, dalla forma semisferica modellata rigorosamente nel palmo della mano;  racchiude al suo interno un cuore di cioccolato fondente, che ha la caratteristica di mantenersi morbido e di formare una gustosissima goccia fuoriuscente. La superficie esterna viene poi spolverata con cacao amaro per darle un gusto dolce-amaro assai piacevole al palato. Inventato nell'originale probabilmente ispirandosi all'omonimo cioccolatino della tradizione torinese, oggi è diffuso anche in numerose varianti: bianco, al pistacchio, al cocco, al limoncello, alla liquirizia, all'amarena. 

- Vecchio Amaro del Capo

Prodotto simbolo della distilleria Caffo, è un liquore di erbe di Calabria che racchiude in se i principi attivi di tanti fiori e radici della nostra terra che, infusi in finissimo alcol, aiutano la digestione grazie alle loro proprietà tonico-digestive. Come vuole la migliore tradizione calabrese va bevuto ghiacciato, per esaltare al meglio le sue caratteristiche. 

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